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In piena vista, fuori controllo

 

In piena vista, fuori controllo

Hackeriamo i nostri corpi per muoverci su strade sicure

 

Sicurezza fa rima con controllo, sempre più capillare, sempre più pervasivo.

Sono lontani gli anni in cui improvvisavamo spettacoli teatrali davanti alle telecamere di sorveglianza, ora le macchine imparano a riconoscere le nostre facce e noi, sempre di più, impariamo a disciplinarci e muoverci nello spazio pubblico, semi-pubblico e privato come se non avessimo niente da nascondere.

Lavoriamo, gratuitamente, per produrre dati con cui altri si arricchiscono e per permettere alle macchine di prevenire crimini e disordini sulla base di algoritmi nutriti delle gerarchie e delle oppressioni sociali che quei crimini e quei disordini producono. In una sorta di lombrosianesimo di ritorno accettiamo di accumulare dati per confermare gli stereotipi e le disparità di potere che ne orientano la classificazione.

Le nostre facce e i nostri corpi sono il luogo di politiche di controllo, di estrazione di valore e di pratiche securitarie che riproducono oppressioni.

Ma noi donne e soggettività LGBTQIA+, così come le persone razializzate, questo lo sappiamo da sempre, perché è sui nostri corpi che il potere si è esercitato per creare la norma che ci esclude e quella che ci disciplina. E allora sovvertiamo gli strumenti della nostra oppressione per aprire spazi di libertà. I trucchi che ci avete insegnato ad usare per avere pelle di pesca, occhi grandi e labbra a cuore li riutilizziamo per sfuggire alle tecniche di riconoscimento facciale, attraverso linee e forme che ci rendono invisibili, anche se pienamente in vista. Il patriarcato ci insegna che siamo solo corpi, da scrutare, controllare, migliorare, valorizzare, e questo sapere accumulato su di noi, da noi stesse, lo rimettiamo in campo come potenza che sovverte i paradigmi securitari in nome del principio che le strade sicure le facciano le soggettività che le attraversano.

Ci viene chiesto costantemente di essere visibili, per stabilire l’ordine, noi lo saremo così tanto da spazzarlo via.

 

L’8 marzo scendiamo in piazza visibili e incontrollabili

Unisciti a noi:

1 Trucco

Evita tutti quei trucchi che vengono utilizzati in modo classico per accentuare le forme e le caratteristiche del viso (es. blush, terra, mascara, illuminanti) : amplificano le caratteristiche facciali chiave. Questo rende il tuo viso più facile da rilevare. Invece applica un trucco che contrasta con il tono della tua pelle in toni e direzioni insoliti: colori chiari su pelle scura, colori scuri su pelle chiara. Le direzioni insolite sono molto importanti per spezzare effettivamente il volto.

 

2 Ponte del naso

Oscura parzialmente l’area del ponte nasale: la regione in cui il naso, gli occhi e la fronte si intersecano è una caratteristica facciale chiave. Ciò è particolarmente efficace contro l’algoritmo di rilevamento dei volti di OpenCV (acronimo in lingua inglese di Open Source Computer Vision Library è una libreria software multipiattaforma nell’ambito della visione artificiale in tempo reale).

 

3 Occhi

Oscura parzialmente una delle regioni oculari: la posizione degli occhi è una caratteristica facciale chiave. Puoi coprire parte di una delle regioni con il trucco oppure con i capelli.

 

4 Maschere

Evita di indossare maschere perché illegali in alcune città. Invece di nascondere il tuo viso, modifica il contrasto, i gradienti tonali e la relazione spaziale delle aree scure e chiare usando capelli, trucco e / o accessori unici. Per esempio tagliare la frangetta in modo asimmetrico oppure far passare una ciocca di capelli davanti al viso. Ci sono anche accessori costruiti appositamente a questo scopo, ma nulla ci vieta di crearli da sol* e indossarli.

 

5 Parrucco

Oscurare la forma ellittica di una testa può anche migliorare la tua capacità di bloccare il rilevamento del viso. Puoi modificare la forma della testa con acconciature o accessori, per esempio una delle prove fatte da Dazzle club, mostra una donna con un enorme fiocco a lato della faccia (Research from Ranran Feng and Balakrishnan Prabhakaran at University of Texas)

 

6 Asimmetria

Gli algoritmi di riconoscimento facciale prevedono la simmetria tra i lati sinistro e destro del viso. Sviluppando un aspetto asimmetrico, è possibile ridurre la probabilità di essere rilevati. Per esempio colorando a contrasto un lato del viso e l’altro no.

 

grazie a https://cvdazzle.com/

ulteriori spunti: http://dismagazine.com/dystopia/evolved-lifestyles/8115/anti-surveillance-how-to-hide-from-machines/

 

per approfondire sul riconoscimento facciale:

https://www.valigiablu.it/riconoscimento-facciale-intelligenza-artificiale/

 

 

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Presentazione di “Trilogia SCUM”

Venerdì 23 febbraio alle h 19 a PianoTerra

Ambrosia presenta

Trilogia SCUM di Valerie Solanas

“In questa società la vita, nel migliore dei casi, è una noia sconfinata e nulla riguarda le donne: dunque, alle donne responsabili, civilmente impegnate e in cerca di emozioni sconvolgenti, non resta che rovesciare il governo, eliminare il sistema monetario, istituire l’automazione globale e distruggere il sesso maschile”
(Manifesto SCUM, Valerie Solanas)

Assurta alle cronache mondiali come la pazza che sparò ad Andy Warhol – tanto che nel 1996 ne venne tratto un film (I Shot Andy Wharol) -, Valerie Solanas fu invece una figura cruciale della controcultura degli anni Sessanta. Frequentatrice del Greenwich Village e della Factory, lesbica dichiarata, icona del femminismo radicale, è l’autrice del celebre Manifesto SCUM. Oggi ritorna alla ribalta, oggetto di rinnovato interesse da parte dei nuovi femminismi radicali e dei queer studies.
La sua opera, riscoperta nel mondo anglosassone da più di un decennio, resta invece ancora poco nota al pubblico italiano. Trilogia SCUM colma questa lacuna, presentando per la prima volta nel mondo tutti gli scritti di Solanas – Manifesto SCUM in una nuova traduzione e due inediti a livello mondiale In culo a te, Prontuario per fanciulle – in un unico volume arricchito da due introduzioni critiche.
Composta prima del risveglio della seconda ondata femminista degli anni Settanta, a cui ha fornito un impulso decisivo, l’opera di Solanas rivela tutta la sua straordinaria attualità. Con la sua verve polemica e provocatoria, cinica e incendiaria, anticipa temi politici e sociali dibattuti ancora oggi, tra i quali l’uso della tecnologia riproduttiva, l’esclusione delle donne dalla cultura, dall’arte, dalla scienza e dalle risorse economiche, il lavoro domestico non retribuito delle donne, il sessismo psichiatrico e la critica radicale all’eterosessualità obbligatoria.

Ne discuteremo con le curatrici Stefania Arcara e Deborah Ardilli
anche per capire cosa Valerie Solanas (che dice di sè “sono una rivoluzionaria, non una pazza”) può offrirci verso lo sciopero dell’8 marzo

Valerie Solanas – Trilogia SCUM

[durante la serata sarà presente un banchetto di NON UNA DI MENO e sarà possibile acquistare il Piano femminista]

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THIS IS OUR BODY OF REVOLUTION

L’uso imprevisto del corpo collettivo nello spazio pubblico è sovversivo. Cerchiamo un gesto che racconti l’alleanza radicale tra corpi che eccedono i confini angusti dell’immaginario dominante: vogliamo alzarci le gonne, vogliamo farlo insieme e, insieme, vogliamo ridere con tutta la forza della nostra rabbia.
Scioperiamo il lavoro, la precarietà, il genere, i confini spaziali tracciati da governi che non riconosciamo; ci ribelliamo alla violenza economica, a quella discorsiva, a quella domestica e di strada; ci opponiamo alla sessualità eteronormata e al controllo medico sui nostri corpi; ci alziamo le gonne, infine, per scioperare il ruolo di vittima, così funzionale all’esproprio del nostro piacere. Prosegui la lettura »

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