Archivio novembre 2015

Presentazione “Diventare Cagna” con l’autrice Itziar Ziga – sabato 28 novembre h 18.00 – Piano Terra

12039574_495401917302511_4171550404840080734_n“Non siamo mai passate per brave ragazze, questa è una battaglia persa in partenza, che non ci è mai interessato combattere.
Non incarniamo una femminiltà dolce e autocompiacente, ne nulla di simile. Non rivendichiamo la femminilità delle brave ragazze, siamo cagne cattive.
La nostra è una femminilità estrema, radicale, sovversiva, spettacolare, prorompente, esplosiva, plateale, sporca, mai impeccabile. Femminista, politica, precaria, combattiva, scomoda, arrabbiata, spettinata, dal mascara colato, bastarda, squatter, sfatta, persa, prestata, rubata, smarrita, eccessiva, esaltata.
Al limite, canaglia, ubriaca, viziosa, borgatara, ingannatrice.
Non c’e’ maggiore ribellione che la risata e il piacere. Ci rifiutiamo di essere guerriere perennemente accigliate con le gambe strette. Ci rifiutiamo di sentirci in colpa per essere sopravvisute.
Ci rifiutiamo di reprimere i nostri desideri e
di congelarci come bestie perennemente in allerta.
Siamo un branco furioso, diventiamo cagne”
I NOSTRI CORPI SONO CORPI IN RIVOLTA
h 18:00 Presentazione libro “Diventare Cagna” Golena Edizioni presente l’autrice Itziar Ziga
h 20.00 Apertivo
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DIVENTARE CAGNA
di Itziar ZigaSecondo l’autrice, Devenir Perra è innanzi tutto un «trattato di amore. E anche di vendetta». Il libro presenta le sue opinioni su varie tematiche: la costruzione del genere e il superamento dei binarismi imposti dal sistema “eteropatriarcale”, la violenza di genere, la prostituzione e la posizione del femminismo “decente” e antiproibizionista rispetto al tema, ma soprattutto si interroga, smonta e mette a nuova critica il concetto di femminilità, attraverso varie interviste a quelle che lei stessa chiama «perras», ovvero cagne. E lo fa con quelle che le filosofe Beatriz Preciado e Virginie Despentes, autrici del prologo, definiscono «parole mitraglietta». 12141667_504578389718197_2437265454751995169_nProvocatrice, diretta, sboccata e allo stesso tempo contaminata dai suoi studi in giornalismo e dalle letture di filosofe e scrittrici femministe. Un cocktail linguistico esplosivo, con piccole incursioni nell’euskera — la lingua basca — e nel catalano, ma soprattutto emblematico del milieu anarco-punk-queer-femminista barcellonese, il contesto in cui Itziar Ziga ha scoperto e sviluppato una certa critica alle tematiche di genere e dove ha incontrato le sue «perras», protagoniste di una narrazione a più voci perfettamente amalgamate dall’autrice. In un’epoca in cui le nuove generazioni di femministe, attraversate dalle riflessioni sul genere e dal queer e indirizzate verso alleanze con nuove soggettività, iniziano a mettere a critica alcuni luoghi comuni del “femministamente” corretto, il testo della Ziga costituisce un invito a trasgredire i confini delineati da un certo tipo di “femminismo storico”. Le sue posizioni possono essere recepite come una vera e propria boccata di aria fresca all’interno di alcuni dibattiti femministi che sembrano essersi sedimentati intorno ad una serie di “consensi intoccabili”.Devenir Perra, pubblicato per la prima volta in Spagna nel 2009 dalla casa editrice Melusina, in questi anni ha venduto circa quattromila copie ed è alla terza ristampa

 

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LABORATORIO Ana-Suromai – domenica 22 novembre – Medionauta

anasuromai_frg1Laboratorio Ana-Suromai con Slavina

Domenica 22 Novembre, Medionauta via confalonieri, 2

Alzarsi le gonne per mostrare la vulva era qualcosa di coraggioso e forte. C’è una stampa antica nella quale una donna mostra la fica a un drago e questo retrocede davanti alla forza della visione. La visione della vulva si considerava un atto pieno di potere. Un’antica leggenda racconta che le donne mostravano la fica al mare quando i loro mariti si imbarcavano per andare a pescare, a modo di minaccia. E cosí il mare si calmava e i mariti tornavano. “La mar es posa bona cuan veu el cony de una dona” (il mare si calma quando vede la fica di una donna) recita un antico detto catalano.
(da El postporno era esto di Maria Llopis)

L’uso politico del corpo di donna [o meglio, del corpo codificato culturalmente come femminile] come dispositivo di guerriglia semiotica ha radici molto antiche. Il rituale di esposizione delle pudenda come arma di resistenza femminile ha un’origine mitologica e si è riprodotto come elemento di conflitto in un numero significativo di lotte contro il potere patriarcale sessuofobico non solo in Occidente

Il gesto di alzarsi le gonne e insegnare la vulva (chiamato appunto anasuromai o anasyrma) ha origine nei culti arcaici della Dea e ricorre, con le opportune modificazioni contestuali, nei miti e nelle leggende di tutto il mondo.

per saperne di più—>

https://malapecora.noblogs.org/laboratori/ana-suromai/

 

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