Archivio Settembre 2016

Non una di meno

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NI UNA MENOS! NON UNA DI MENO!

Tutte insieme contro la violenza maschile sulle donne
Verso una grande manifestazione: il 26 Nov tutte a Roma!

Il 25 novembre è la giornata internazionale per l’eliminazione della violenza sulle donne. Vogliamo che sabato 26 novembre Roma sia attraversata da un corteo che porti tutte noi a gridare la nostra rabbia e rivendicare la nostra voglia di autodeterminazione.

Non accettiamo più che la violenza condannata a parole venga più che tollerata nei fatti. Non c’è nessuno stato d’eccezione o di emergenza: il femminicidio è solo l’estrema conseguenza della cultura che lo alimenta e lo giustifica. E’ una fenomenologia strutturale che come tale va affrontata.
La libertà delle donne è sempre più sotto attacco, qualsiasi scelta è continuamente giudicata e ostacolata. All’aumento delle morti non corrisponde una presa di coscienza delle istituzioni e della società che anzi continua a colpevolizzarci.
I media continuano a veicolare un immaginario femminile stereotipato: vittimismo e spettacolo, neanche una narrazione coerente con le vite reali delle donne. La politica ci strumentalizza senza che ci sia una concreta volontà di contrastare il problema: si riduce tutto a dibattiti spettacolari e trovate pubblicitarie. Non c’è nessun piano programmatico adeguato. La formazione nelle scuole e nelle università sulle tematiche di genere è ignorata o fortemente ostacolata, solo qualche brandello accidentale di formazione è previsto per il personale socio-sanitario, le forze dell’ordine e la magistratura. Dai commissariati alle aule dei tribunali subiamo l’umiliazione di essere continuamente messe in discussione e di non essere credute, burocrazia e tempi d’attesa ci fanno pentire di aver denunciato, spesso ci uccidono.

Dal lavoro alle scelte procreative si impone ancora la retorica della moglie e madre che sacrifica la sua intera vita per la famiglia.
Di fronte a questo scenario tutte siamo consapevoli che gli strumenti a disposizione del piano straordinario contro la violenza del governo, da subito criticato dalle femministe e dalle attiviste dei centri antiviolenza, si sono rivelati alla prova dei fatti troppo spesso disattesi e inefficaci se non proprio nocivi. In più parti del paese e da diversi gruppi di donne emerge da tempo la necessità di dar vita ad un cambiamento sostanziale di cui essere protagoniste e che si misuri sui diversi aspetti della violenza di genere per prevenirla e trovare vie d’uscita concrete.
È giunto il momento di essere unite ed ambiziose e di mettere insieme tutte le nostre intelligenze e competenze.

A Roma da alcuni mesi abbiamo iniziato a confrontarci individuando alcune macro aree – il piano legislativo, i CAV e i percorsi di autonomia, l’educazione alle differenze, la libertà di scelta e l’IVG – sappiamo che molte altre come noi hanno avviato percorsi di discussione che stanno concretizzandosi in mobilitazioni e dibattiti pubblici.
Riteniamo necessario che tutta questa ricchezza trovi un momento di confronto nazionale che possa contribuire a darci i contenuti e le parole d’ordine per costruire una grande manifestazione nazionale il 26 novembre prossimo.

Proponiamo a tutte la data di sabato 8 ottobre per incontrarci in una assemblea nazionale a Roma, e quella del 26 novembre per la manifestazione.
Proponiamo anche che la giornata del 27 novembre sia dedicata all’approfondimento e alla definizione di un percorso comune che porti alla rapida revisione del Piano Straordinario Nazionale Anti Violenza.
Queste date quindi non sono l’obiettivo ma l’inizio di un percorso da fare tutte assieme.

Realtà Promotrici:
Rete IoDecido
D.i.Re – Donne in Rete Contro la violenza
UDI – Unione Donne in Italia

 

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Per info scrivi qui 

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MATERNITÀ SOVVERSIVE – 1 Ottobre Piano Terra h18:00

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MATERNITÀ SOVVERSIVE

di Maria Llopis

Ho riunito tutte queste persone in questo libro, perché mi sembra una fonte d’ispirazione il loro modo di approcciare la maternità, perché mi sembra che sfidino il sistema prestabilito con il piacere e l’allegria, perché mi sembra che facciano una politica radicale con la pratica e il loro proprio vissuto. Parti estatici, genitorialità condivisa, genitorialità e creatività artistica, genitorialità e sessualità, partenogenesi, paternità trans*, attivismo, matriarcattivismo, allattamento condiviso, parti tradizionali, maternità trans-hack-femminista, società matriarcali, maternità e società capitalista, maternità ed eco femminismo… Sì, Maria, ma cosa sono le maternità sovversive? Tutte, lo sono tutte, tutte quelle che esistono, perché mi devi spiegare qual è la maternità che si adatta alla definizione egemonica… È impossibile adattarsi a ciò che ci vogliono vendere come maternità da parte della medicina e le politiche ufficiali. Ogni esperienza della maternità sfida a modo suo l’ordine stabilito, fa esplodere il mondo e lo fa nascere di nuovo. Ed è in questa rottura che si sviluppa un nuovo tipo di società. La società patriarcale e capitalista nella quale viviamo ha i giorni contati; sono cicli, la vita è fatta di cicli e questo sta arrivando alla sua fine. Il cambio di paradigma che stiamo vivendo con le nuove maternità ci dimostra che siamo pronti per un altro tipo di organizzazione sociale.
Il libro comprende 18 interviste a realta’ di maternita’ e genitorialita’ fuori dal comune come a:
Alicia Murillo
Del LaGrace Volcano
Erik Humma
Poussy Derama
Klau Kinki
Helena Torres
Fannie Sosa
Annie Sprinkle e Beth Stephens

http://www.golenaedizioni.com/page.php?170

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h 18.00
Presentazione del libro “Maternità Sovversive”
interverranno l’autrice Maria Llopis
Maya Checchi – Golena Edizioni
Maria Tinka – Rosario Gallardo

seguirà aperitivo a sostegno Csa Lambretta

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FERTILITY DAY – 22 Settembre Piazza della Scala h18:00

HO TOLTO LE PILE DALL’OROLOGIO BIOLOGICO
#dovelehaimesse?

immagine di: https://www.facebook.com/I-meme-di-unamanu-571943462959546/

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Il Fertility Day ha scatenato rabbia e indignazione grazie ad una campagna particolarmente brutta, che la Ministra ha ritirato sostenendo: “la campagna si cambia, sono le idee che contano”.
Il 22 settembre noi vorremmo ricordare alla Ministra, invece, che il problema non sono tanto le orribili immagine di cicogne e banane spiaccicate, ma proprio le idee che animano il Piano Nazionale per la Fertilità: 137 pagine, firmate da vari e varie “esperte”, per “riscoprire il Prestigio della Maternità” (come recita il sommario, maiuscole incluse). Un Piano che, con la scusa di parlare di salute e fare prevenzione, colpevolizza quegli uomini e quelle donne che non possono o non vogliono avere figli: da un lato, infatti, si ritengono le donne italiane delle ignoranti che non sanno che i loro ovociti invecchiano con loro (titolo di uno dei paragrafi), mentre dall’altro si stigmatizza chi non vuole avere figli (o non ora) accusandolo di “ripiegamento adolescenziale” e egoismo. Un Piano non finanziato, che non propone di investire davvero nella prevenzione e nell’informazione, ma che punta a rafforzare l’immaginario, già molto forte in Italia, che le donne siano complete solo se madri (i padri, intanto, sono scomparsi). Un Piano che non si interroga sulle condizioni materiali in cui le donne vivono, tra ricatti sul lavoro e welfare assolutamente insufficiente. Un Piano che guarda con paura alla fiducia nelle tecnologie riproduttive così ostacolate in Italia.
Noi vorremmo, il 22 settembre, scendere in piazza per dire che le donne (e gli uomini) possono essere complete anche senza figli, che chi sceglie di essere madre o padre lo fa inseguendo prima di tutto un desiderio (e non una necessità del sistema pensionistico) che andrebbe sostenuto con un welfare che permetta di non dipendere dalla famiglia di origine, che in Italia esistono molti bambine e molte bambine non riconosciute perché figlie di stranieri, che nel mondo ci sono figlie e figli che arrivano ai nostri confini e che respingiamo quotidianamente, che se la fertilità è un bene comune allora vogliamo assorbenti gratuiti e ferie pagate durante l’ovulazione e le mestruazioni e che il Ministero dovrebbe occuparsi della salute e non di dispensare giudizi morali come la “parente impicciona” (citazione dal Piano) ai pranzi di famiglia.

Ci troviamo tutti in Piazza Della Scala h 18:00

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Ricostruiamo il Lambretta

BANNER-IBAN-LAMBRETTA-PER-WEBLe famiglie che ci piacciono sono quelle che ci scegliamo e il Lambretta è una parte della nostra.

 

Il 15 settembre 2016 un incendio distrugge il csoa Lambretta, proprio alla vigilia del suo secondo compleanno.
Sono stati due anni molto ricchi di iniziative e di innumerevoli progetti :
scuola di italiano, palestra popolare, laboratorio hip hop, un bar a prezzi popolari, eventi ludici e culturali accessibili a tutti, riqualifica dello spazio.
Non abbiamo intenzione di abbandonare i nostri progetti e i nostri sogni, ma chiediamo una mano a tutti coloro che sostengono l’ autorganizzazione come modello alternativo.
Ringraziamo le persone e le collettività che in questi giorni hanno solidarizzato con noi.
Dateci una mano a ricostruire il Lambretta ovunque sarà

IBAN
IT 45C0760105138285291185316
INTESTATO A DAVIDE SALVADORI
INFO collettivolambretta@gmail.com

#PIUFORTEDELLEFIAMME
#RICOSTRUIAMOILLAMBRETTA

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Fertility Day Assemblea Cittadina 15 settembre h 21.00 PianoTerra

Catherine Opie

Catherine Opie, Self-Portrait/Nursing [Autoritratto/Allattando], 2004 – Collezione privata. Courtesy Studio Guenzani, Milano.

Il Fertility Day ha scatenato rabbia e indignazione grazie ad una campagna particolarmente brutta, che la Ministra ha ritirato sostenendo: “la campagna si cambia, sono le idee che contano”.
Il 22 settembre noi vorremmo ricordare alla Ministra, invece, che il problema non sono tanto le orribili immagine di cicogne e banane spiaccicate, ma proprio le idee che animano il Piano Nazionale per la Fertilità: 137 pagine, firmate da vari e varie “esperte”, per “riscoprire il Prestigio della Maternità” (come recita il sommario, maiuscole incluse). Un Piano che, con la scusa di parlare di salute e fare prevenzione, colpevolizza quegli uomini e quelle donne che non possono o non vogliono avere figli: da un lato, infatti, si ritengono le donne italiane delle ignoranti che non sanno che i loro ovociti invecchiano con loro (titolo di uno dei paragrafi), mentre dall’altro si stigmatizza chi non vuole avere figli (o non ora) accusandolo di “ripiegamento adolescenziale” e egoismo. Un Piano non finanziato, che non propone di investire davvero nella prevenzione e nell’informazione, ma che punta a rafforzare l’immaginario, già molto forte in Italia, che le donne siano complete solo se madri (i padri, intanto, sono scomparsi). Un Piano che non si interroga sulle condizioni materiali in cui le donne vivono, tra ricatti sul lavoro e welfare assolutamente insufficiente. Un Piano che guarda con paura alla fiducia nelle tecnologie riproduttive così ostacolate in Italia.
Noi vorremmo, il 22 settembre, scendere in piazza per dire che le donne (e gli uomini) possono essere complete anche senza figli, che chi sceglie di essere madre o padre lo fa inseguendo prima di tutto un desiderio (e non una necessità del sistema pensionistico) che andrebbe sostenuto con un welfare che permetta di non dipendere dalla famiglia di origine, che in Italia esistono molti bambine e molte bambine non riconosciute perché figlie di stranieri, che nel mondo ci sono figlie e figli che arrivano ai nostri confini e che respingiamo quotidianamente, che se la fertilità è un bene comune allora vogliamo assorbenti gratuiti e ferie pagate durante l’ovulazione e le mestruazioni e che il Ministero dovrebbe occuparsi della salute e non di dispensare giudizi morali come la “parente impicciona” (citazione dal Piano) ai pranzi di famiglia.

Per immaginare insieme come portare in piazza questi e altri contenuti, Ambrosia indice un’assemblea il 15 settembre alle 21 a PianoTerra (via confalonieri 3)

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