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Obiezione Respinta: parliamo di salute sessuale e riproduttiva

Obiezione respinta: parliamo di salute sessuale e riproduttiva

3 maggio, h 19, a PianoTerra (via Confalonieri 3)

il diritto alla salute sessuale e riproduttiva in Italia assomiglia sempre più ad una corsa ad ostacoli, tra tagli ai consultori, obiezione di coscienza ed eteronormatività.
Attraverso il lavoro di Non una di meno è nata Obiezione respinta una mappa per provare ad orientarsi e a segnalare situazioni critiche e luoghi accoglienti, come le consultorie autogestite.
il 3 maggio alle 19 la presentiamo a Pianoterra insieme ad aQara, che l’ha realizzata.
nella stessa serata con Elisa Murgese di Diritto di Sapere racconteremo i dati sugli ospedali e i consultori lombardi che abbiamo potuto raccogliere grazie al FOIA – Freedom of Information Act che consente l’accesso alle informazioni della pubblica amministrazione.

venite a scoprire qual è lo stato di salute della 194 in Lombardia e a immaginare con noi #moltopiùdi194.

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Molto più di 194 – 12 aprile, h 15, Colonne di San Lorenzo

10177479_616138515149086_8413656337390849089_nIl 12 aprile a milano ci sarà il corteo del comitato NO-194, gruppo di estremisti cattolici fanatici che vogliono abolire la legge 194, che regola il diritto all’aborto. Inoltre sono contrari all’eutanasia, alla sessualità libera e non riproduttiva e all’omosessualità, ma difendono come unico modello di famiglia quello tradizionale, composta solo da uomo e donna uniti nel sacro vincolo del matrimonio.
La legge 194 viene già svuotata di gran parte del suo senso dall’altissimo tasso di obiettori di coscienza, che rendono difficilissimo abortire. Basti pensare che in Lombardia il 68% dei ginecologi, il 50% degli anestesisti e il 40% del restante personale sanitario si dichiara obiettore.
Rendere illegale l’aborto non significa cancellarlo.
Le donne hanno sempre saputo come interrompere gravidanze indesiderate, la legge ha permesso che gli aborti venissero fatti in condizioni di sicurezza, inoltre, prevedendo un lavoro di prevenzione, con la legalizzazione il numero di aborti è sensibilmente calato. Abolire questa legge significa che le donne che se lo potranno permettere andranno ad abortire all’estero, mentre tutte le altre ricorreranno a mezzi clandestini che mettono a rischio la loro salute e la loro vita.
Questi sono attacchi alla nostra autodeterminazione: cioè la libertà di ognuna e ognuno di decidere consapevolmente del proprio corpo, della propria sessualità e della propria vita. Non devono essere morale, stato e religione a decidere per noi.
Noi vogliamo invece che tutti e tutte abbiano le conoscenze, i mezzi e le strutture per praticare una sessualità consapevole e sana, che sia libera dai rischi delle malattie sessualmente trasmissibili e da gravidanze indesiderate.
Noi vogliamo godere, esplorando tutte le potenzialità del nostro corpo e scoprendo ogni sfumatura del piacere. Vogliamo consultori laici aperti 24H, vogliamo gli anti-abortisti fuori da scuole-ospedali-farmacie, vogliamo contraccettivi gratuiti, vogliamo lubrificanti di prima qualità: per i nostri corpi, decidiamo noi.
il 12 aprile sarà l’occasione di far valere il nostro diritto all’autodeterminazione, ci riuniremo tutte e tutti in piazza e la riempiremo con musica, spettacoli teatrali e controinformazione!
appuntamento in colonne di san lorenzo alle 15.00

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Io decido – verso il 12 aprile a Milano

yodecidoIl 12 Aprile Milano potrebbe essere teatro di una manifestazione nazionale indetta dal Comitato No194 che punta all’abrogazione della legge che sancisce il diritto di interrompere volontariamente la gravidanza.In un momento storico come quello che stiamo attraversando, in cui un attacco alla libertà di aborto è un attacco al più ampio sistema dei diritti delle persone, tutt* dovrebbero farsi carico di rispondere.

Ci insegna la Spagna che nel 2014 e nell’evolutissima Europa è ancora possibile perdere diritti acquisiti con lotte durate decenni e ormai, ingenuamente, dati per certi, indiscutibili. Contestualmente il Parlamento europeo boccia la risoluzione Estrela, che chiedeva, tra altre cose, il diritto all’aborto sicuro e legale in tutti gli Stati membri e il diritto ad una sessualità libera e consapevole.

In Italia il diritto all’aborto è messo costantemente in discussione dalla quantità insostenibile di medici obiettori di coscienza, dai farmacisti che con sotterfugi discutibili non somministrano la pillola del giorno dopo, dalla presenza di “volontari pro-life” negli ospedali e nei reparti di ginecologia che mettono in atto pressioni psicologiche inaccettabili.

Per quanto critiche verso la legge 194 ci troviamo oggi a doverla difendere perché unico appiglio legislativo per le donne che oggi in Italia voglio abortire in sicurezza.

In tutta Europa, donne e uomini si sono mobilitati e hanno cominciato un percorso di iniziative e di proteste per rivendicare il diritto ad una scelta consapevole, laica e difficile come quella dell’aborto volontario, sotto una parola d’ordine comune e condivisa che è IO DECIDO, sul mio corpo, della mia vita, sempre.

Riconoscere il diritto all’autodeterminazione come diritto fondamentale significa assumersi tutte e tutti quotidianamente la responsabilità di difenderlo, significa impegnarsi in prima persona per rivendicarlo, significa impegnare i nostri corpi come strumenti politici, significa non delegare questa battaglia alle donne, significa superare gli stereotipi eteronormativi di cui il nostro paese è intriso e prendere in mano le nostre vite, prendere in mano i nostri corpi e sapere di avere il diritto di decidere su di essi.

Per il 12 Aprile vogliamo organizzare una presenza significativa nelle forme, nei contenuti e nella partecipazione a Milano.

Per questo vi invitiamo ad un incontro di respiro ampio, allargabile a chiunque possa essere interessato ad impegnarsi in questo percorso,

SABATO 29 marzo alle ore 11,00 a ZAM, Zona Autonoma Milano (via santacroce 19).

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